Ces 2019 le novità riguardanti le password di Netflix

CES 2019 Las Vegas. Sta facendo il giro del mondo la notizia della nuova creazione britannica di Synamedia. Di cosa si tratta? Un sistema che utilizza il machine learning per scoprire le password condivise fuori dai termini di uso dei servizi per accedere alle piattaforme come Netflix.

“Uno schema tipico sarebbe quello di un abbonato che sta guardando nello stesso tempo contenuti sulla costa Est e Ovest degli USA: allora non può essere la stessa persona” ha riportato il manager della società britannica nel corso del CES 2019 a Las Vegas alla rivista The Verge. Ma non è così scontato. Infatti l’abbonamento Netflix Premium prevede la condivisione su 4 dispositivi in contemporanea, con il vincolo che ad usufruirne siano solo persone dello stesso ambito domestico. Ipotizzando che spesso si viaggia, si potrebbe creare la situazione in cui 4 coinquilini condividano correttamente l’abbonamento. Per circostante differenti si trovino in luoghi diversi per un periodo ristretto di tempo. In questo caso accadrebbe? I 4 coinquilini non sono fuori legge nel caso specifico, se viaggiano non hanno diritto ad usufruire dell’abbonamento acquistato insieme?

Già qualche mese fa Spotify introducendo il controllo GPS si era trovata ad affrontare una situazione simile che aveva portato milioni di utenti ad insorgere pubblicamente contro il servizio streaming accusandoli di violare la loro privacy.

La notizia è stata diffusa dai media americani per arrivare anche in Italia ripresa da molte testate come Repubblica, Leggo e TPI. Quale è la nostra posizione a riguardo?

Le parole del CEO di Together Price

“Noi accogliamo la notizia piacevolmente perché la nostra mission è quella di aiutare gli utenti nella condivisione di spese comuni per abbonamenti digitali e quindi il loro servizio potrebbe aiutarci a migliorare l’esperienza di condivisione. Su Together Price infatti abbiamo già previsto che l’utente abbia a disposizione la sua rete personale di collegamenti divisa per gruppi di ambiti diversi, ce ne sono 4 in particolare: quello dei familiari, dei coinquilini, dei colleghi di lavoro e degli amici proprio per ricreare le condizioni previste dai termini d’uso dalle Aziende stesse” dice Marco Taddei.

“Se questo team britannico è riuscito a trovare una soluzione valida che non vada contro i principi della temibile GDPR ed è in grado di regolamentare gli accessi contemporanei degli utenti, non possiamo che esserne contenti”

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